I gradi militari

Dopo il crollo dell’Impero Romano vi fu un primo momento di confusione in campo militare, del resto le popolazioni barbariche non avevano un struttura militare organizzata. Nonostante questo qualcosa dell’Impero Romano si mantenne.

La prima grande modifica nell’esercito fu portata da Carlo Magno, il quale equiparò i gradi militari e quelli nobiliari. Questo perché i nobili dovevano fornire un numero di uomini proporzionato all’estensione dei loro possedimenti, i quali ufficialmente erano al comando e sotto la guida del loro nobile, di fatto restavano sotto il comando del re stesso.

Parallelamente ai gradi militari della nobiltà vennero via via a formarsi nuove figure con particolari incarichi militari, dalle quali oggi provengono i titoli dei gradi odierni.

Da questa prima base vennero ad inserirsi mano mano nuovi gradi che andavano a sostituire i gradi precedenti, i quali scalavano verso il basso. Ecco la graduatoria militare di un possibile esercito italiano del XIV secolo:

TRUPPA

Soldato: termine che deriva da “assoldato”, un termine inizialmente dispregiativo per indicare un vero e proprio mercenario. Ben differente dal “miles” dell’ esercito romano.

Piffero e Tamburo: erano gli addetti allo strumento del reggimento, essi ripetevano i comandi, e tenevano il ritmo del movimento.

Alfiere: colui che portava lo stendardo, esso era una figura molto importante poiché la caduta dello stendardo o la sua fuga aveva un impatto psicologico sul resto della truppa che era devastante.

SOTTOUFFICALI

Caporale: compare ufficialmente come grado nel Piemonte del XVI sec., sebbene già nel 1348 esisteva come figura. Il termine deriva da “corpus”, “corpuris” nel senso di incorporare, arruolare. Il suo compito infatti era proprio quello di arruolare nuove reclute.

Furiere: è colui che si occupa della contabilità e della sussistenza della truppa.

Sergente: termine che probabilmente deriva da “serra-gente”, cioè colui che si occupava di mantenere la truppa in formazione compatta e che evitava che si desse alla fuga. Nel 1200 questa figura in Italia era conosciuta come fante semplice.

Maresciallo: Il termine maresciallo ha la sua origine fin dal 1185 in Francia, e deriva dal francese marechal, che significa letteralmente “servo del cavallo”. In origine era il responsabile delle scuderie reali, poi divenne l’equivalente del Sergente nella cavalleria.

Capo della Polizia Interna: la polizia interna era la forza che si assicurava la sicurezza all’interno degli accampamenti – il grado equivale a quello di sergente, ma con funzioni diverse.

Addetto alla Logistica: colui che si occupava di tutte le questioni di carattere logistico (organizzare l’ accampamento, distribuire/gestire i viveri, distribuire/gestire i compendi, ecc.) – il grado equivale a quello di sergente, ma con funzioni diverse.

UFFICIALI

Luogotenente: era il vice del capitano. Era la figura che andava a gestire gli ordini ovunque il capitano per qualsiasi ragione non potesse portarli personalmente.

Capitano: probabilmente il grado più antico di tutti, deriva dal latino “caput”, “capitais” da cui deriva “capitanu(m)” e nel tardo latino “capitaneus” ovvero colui che si distingue per la grandezza, inteso come capo dello schieramento. Nell’Italia del XIII secolo questo grado veniva dato anche ai vassalli di località rurali.

Colonnello: deriva dal latino “columnella”, letteralmente colonna di uomini. Egli era al comando di un “regiment” (reggimento).

Generale: grado nato nel 700, ed è letteralmente il capo di una grande unità. E’ il grado più alto, superato solo dal comandante dell’esercito.

Nobili: nobili di vario grado, che come già detto sono ordinati per importanza.

Capo della Nazione: questo termine non è un termine propriamente storico o militare, ma viene usato per comodità per indicare chiunque (monarchia o repubblica) che prendesse le decisioni sull’esercito.

Ricerca a cura di Emanuele Viotti


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