Ordini monastici combattenti

CAVALIERI TEMPLARI

Il vero nome dell’Ordine monastico-militare noto a tutti come “Templari” in realtà è “Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo”, conosciuti popolarmente anche come i “Cavalieri del Tempio di Salomone” perché il loro primo palazzo a Gerusalemme era adiacente ad un edificio a quel tempo conosciuto come il “Tempio di Salomone”.

Quest’Ordine divenne noto per il suo enorme potere e per le immense ricchezze che lo portarono alla sua fine definitiva in un mare di sangue. I Templari erano proprietari di innumerevoli castelli, fortezze, fattorie e villaggi; erano favoriti ma anche temuti dai Re.

Quando si arrivava a diventare Cavaliere, il Templare pronunciava i tre voti monastici di povertà, obbedienza e castità, e giurava di essere disposto a combattere gli infedeli, trasformandosi così in monaco soldato pronto a difendere la fede con la spada; fatto ciò il nuovo Cavaliere entrava a far parte dell’Ordine.

Per quanto riguardava gli altri obblighi dei Templari, tra gli altri vi erano i seguenti: mangiare rispettando il silenzio, mangiare carne solo tre volte alla settimana; nei giorni in cui non si mangiava carne, si potevano consumare tre pasti; mentre per quanto riguardava l’aspetto religioso il loro dovere era quello di pregare sei volte al giorno, comunicarsi tre volte l’anno, ascoltare la messa tre volte la settimana e dare l’elemosina tre volte alla settimana. Trascorrevano il resto del tempo preparandosi alla guerra.

Da un punto di vista militare, nel corso dei quasi due secoli ebbero ventitre Gran Maestri (la maggior parte di essi francesi), sei dei quali morirono in battaglia. Storicamente rispettavano fedelmente il quarto voto di combattere, tanto che c’era una massima che diceva: “sono i primi ad entrare in battaglia e gli ultimi ad andarsene”.

La fine dell’Ordine dei Templari è circondata da violenza, sangue, tortura e morte. E uno degli sviluppi più gravi del Medioevo fu la dissoluzione dell’Ordine per decisione del Papa, con il processo dei principali Cavalieri Templari, la loro prigionia e le torture per costringerli a confessare i crimini atroci dei quali erano stati accusati. La loro caduta provocò una discussione che ancora oggi rimane.

L’ultimo Gran Maestro Jacques de Molay ricevette nel 1307 l’invito del Papa a recarsi in Francia per discutere l’unione dell’Ordine dei Templari ai Cavalieri Ospitalieri. Jacques de Molay cade nella trappola del Papa e di Filippo IV, chiamato Filippo il Bello, e venne arrestato come eretico.

CAVALIERI OSPITALIERI

Nel corso dei secoli l’Ordine di cui parliamo ha cambiato nome varie volte e veniva chiamato in più modi contemporaneamente. I Cavalieri Ospitalieri nascono con il nome latino di “Ordo Fratum Hospitalariorum Hierosolymitanorum” ma vengono chiamati anche “Cavalieri Ospitalieri”, “Cavalieri di San Giovanni”, poi prendono il nome di “Cavalieri di Rodi” ed infine “Sovrano Militare Ospedaliero Ordine di Malta” o più semplicemente “Cavalieri di Malta”.

Molte delle fortificazioni più importanti in Terrasanta erano opera degli Ospitalieri: nel Regno di Gerusalemme gli Ospitalieri tenevano sette grandi forti e altri 140 possedimenti nell’area. Le due maggiori fortificazioni, loro basi nel Regno e nel Principato di Antiochia, erano il Krak dei Cavalieri e Margat, situati il primo in Siria e il secondo nei pressi di Tripoli (oggi in Libano). Le proprietà dell’ordine erano divise in Priorati, organizzati in Baliati che, a loro volta erano suddivisi in Capitanerie.

CAVALIERI DEL SANTO SEPOLCRO

Le Origini dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro, risalgono ai tempi della liberazione di Gerusalemme da parte di Goffredo di Buglione, capo delle milizie della prima crociata, che nell’ambito dell’ordinamento dato alle Istituzioni religiose militari e civili del territorio, appena liberato dalla dominazione musulmana, costituì l’Ordine dei canonici del Santo Sepolcro.

Secondo quanto riportato dai cronisti delle Crociate, nel 1103, fu Balduino I, primo Re di Gerusalemme che si pose a capo dell’Ordine dei Canonici del Santo Sepolcro con la prerogativa, per se e per i suoi successori, di creare Cavalieri.

Quest’Ordine accoglieva tra i propri membri non solo i Canonici Regolari (Fratres), ma anche quelli che erano chiamati Canonici Secolari (Confratres) e Sergentes. Questi ultimi erano quei Cavalieri armati scelti tra le Milizie Crociate per il loro valore e il loro impegno e che, abbracciata la regola di Sant’Agostino della povertà e dell’ obbedienza, si erano impegnati specificamente alla difesa del Santo Sepolcro e dei luoghi Santi, sotto il comando del re di Gerusalemme e ne costituivano la milizia scelta.

CAVALIERI TEUTONICI

L’ordine di santa Maria dei tedeschi (“Ordo sanctae Mariae Teutonicorum”, oppure “Ordo Teutonicus”), chiamato in lingua tedesca “Deutsche Ritterorden” o semplicemente “Deutsche Orden”, ha delle origini tutt’altro che chiare.

Prima di divenire un Ordine monastico-cavalleresco, l’istituzione attraversò un lungo periodo di gestazione. Le sue origini risalgono, a quanto sembra, proprio al 1099, anno della presa di Gerusalemme.

Già dal momento della sua creazione, l’Ordine Teutonico si installò nel Mediterraneo, per sviluppare un entroterra capace di rifornire la sua organizzazione in Terra Santa. L’ordine ricevette beni e concessioni imperiali, e donazioni fatte dai Crociati e da altri.

Poiché il carattere dell’Ordine che divenne noto come i Cavalieri Teutonici riflette il suo statuto, le sue regole, la sua legislazione, è importante guardare in dettaglio il corpo di leggi, conosciuto come “Il Libro dell’Ordine”. Questo è stato scritto in tedesco, in modo che ogni membro lo potesse capire facilmente, e le regole in esso contenute sono brevi e chiare, in modo che possano essere facilmente memorizzate.

In teoria, i membri dell’Ordine erano obbligati alla cura dei malati e quindi dovevano rendere onore alla loro finalità originaria. In una certa misura ciò era compatibile con i loro doveri militari e la loro devozione religiosa, ma in un’altra misura non lo è stato, tanto che le funzioni ospedaliere passarono ad uno specifico ramo dell’Ordine.

Le attività quotidiane dei Cavalieri Teutonici si basavano su una miscela di tradizioni militari e monastiche, erano scrupolosamente condotte secondo quanto può ancora essere individuato nella maggior parte degli eserciti oggi: mantenere i soldati occupati, tenerli fuori dai guai.

La vita quotidiana dei fratelli si conformava alle regole monastiche dell’Ordine ed era severa. Tutti erano vincolati dai voti di povertà, castità ed obbedienza. I doni da parte dei parenti, le proprietà ed i beni personali, i vestiti di lusso ed i gioielli erano tutti vietati. Le condizioni dei fratelli teutonici erano finalmente vicine a quelli degli altri Ordini monastici.

Essere nobile di nascita era essenziale per l’avanzamento di grado perché si supponeva che questi avessero ereditato le capacità nello stesso modo in cui cavalli di battaglia ereditano la forza ed il coraggio, o anche perché avevano parenti con importanti esperienze nella vita a corte, fatto che poteva portare molti vantaggi per l’Ordine. Non tutti i nobili erano veramente nobili, solo alcuni cavalieri erano veramente nobili di nascita (I cavalieri Tedeschi erano spesso discendenti dalla borghesia, da signori, e anche i cosiddetti “servi cavalieri” o ministeriales). Il numero reale dei nobili nell’Ordine è sempre stato modesto.

L’Ordine si caratterizzava per una grande spartanità nello stile di vita e nella “ideologia” dei suoi Cavalieri. Avendo ogni membro fatto voto di povertà, castità e obbedienza, dal momento in cui entrava nella vita religiosa come monaco non doveva avere alcuna proprietà personale. Anche se, per misura pratica, i monaci conservavano il loro semplice abbigliamento ed equipaggiamento militare separatamente, tutto era di proprietà in comune.

Essi dovevano avere i capelli corti e ordinati, gli era inoltre consentito coltivare la barba, mentre i sacerdoti avevano la chierica ed erano senza barba. I Cavalieri vivevano in comune, dormivano in dormitori comuni su semplici letti, mangiavano insieme in un refettorio, una vita modesta ma più che sufficiente.

L’abbigliamento era modesto: questo era fornito dall’Ordine stesso ed era regolarmente lavato dai servi o dalle sorelle; si componeva di biancheria di lino, di una specie di tunica di lana con cappuccio, due cambi di biancheria intima, quattro pezzi di stoffa per coprire i loro piedi e, per i Cavalieri, del celebre mantello bianco ornato dalla Croce dell’Ordine. La Croce Teutonica era presente come semplice combinazione di quattro rami di grosso spessore di uguale lunghezza. Successivamente, i quattro rami vennero circondati da un bordo bianco ed il ramo inferiore della croce venne allungato. D’inverno si era autorizzati a portare una cappa di pelle di capra o di montone oltre ai guanti.

I due pasti giornalieri dei Cavalieri Teutonici si svolgevano su due differenti tavoli: uno per i tutti i fratelli del convento ed un altro riservato ai fratelli ammalati. Anche i servi potevano mangiare con i fratelli. Il cibo era eguale indistintamente per tutti. Il vino, generalmente vietato, non lo era durante le operazioni militari, mentre erano sempre vietati i pranzi sontuosi.

I fratelli dell’Ordine Teutonico dovevano osservare il silenzio durante i pasti, nel dormitorio, in latrina e durante le marce; potevano intagliare il legno o giocare a scacchi, ma erano proibiti i giuochi che comportassero l’uso del denaro. Non potevano far mostra del proprio blasone, partecipare a tornei, o cacciare, se non il lupo, la lince e l’orso, ma senza l’aiuto di cani da caccia.

Per dormire, il Cavalieri Teutonici non potevano utilizzare o un materasso o letto comodo, tranne che quando erano ammalati. Gli ufficiali avevano ciascuno una propria stanza, mentre gli altri dormivano, fedeli alla regola benedettina, completamente vestiti con gli stivali, ma senza mantello, in una vasta camerata non riscaldata, su un sacco di paglia, con un cuscino e le coperte, la cui quantità dipendeva dal clima. Una luce rimaneva accesa tutta la notte nel dormitorio. Durante le ore di sonno dovevano osservare il Silenzio, prescritto dalla Regola di san Benedetto. La durata del riposo dipendeva dall’alba e dal tramonto. In Germania, per esempio si dormiva cinque ore in estate e nove ore in inverno.

Anche se c’erano membri che erano sacerdoti, medici e donne infermiere, l’Ospedale di Santa Maria dei tedeschi a Gerusalemme era principalmente un Ordine Militare. Pertanto i componenti erano in gran parte Cavalieri che impiegavano i cavalli, armi e attrezzature di guerra. Tali elementi era opportuno che fossero tenuti personalmente in modo che l’armatura e le spade fossero del giusto peso e lunghezza e che il cavallo ed il cavaliere fossero abituati gli uni agli altri.

Le loro armature erano semplici ma pratiche: erano completate da elmo, gambieri, scudo, spada e lancia; questo equipaggiamento sarà completato nel 14° secolo dalle armi da fuoco.
I loro doveri quotidiani includevano l’addestramento per la battaglia, indossando le loro armature ed esercitandosi con i loro cavalli. Ogni cavaliere aveva diritto a tre o quattro cavalli, uno da combattimento in grado di resistere al peso delle armature, mentre gli altri venivano utilizzati durante le esercitazioni.

Era comunque cura dell’Ordine Teutonico che si evitasse la manifestazione di orgoglio personale nel possedere queste cose, perché il libro dell’Ordine vietava ornamenti d’oro o d’argento o l’uso di colori vivaci. Ogni cavaliere era supportato da altri uomini armati, di solito con un rapporto di dieci per ogni cavaliere.

La più grande differenza tra un Cavaliere Teutonico e un moderno soldato non era nelle armi e attrezzature, ma nel totale impegno a favore di una duplice vocazione. Essendo un frate così come un guerriero, da lui ci si aspettava che presenziasse ai servizi, brevi ma regolari, specifici della Chiesa e che sopportasse una disciplina che sarebbe oltre ogni moderna disciplina militare, perché si trattava di un obbligo tutta la vita. Povertà, castità e obbedienza erano sacrifici da veri uomini.

Molta parte del tempo era ovviamente dedicata agli esercizi militari, alle parate, all’addestramento, alle marce, sempre in silenzio. L’armamento era quello di un qualsiasi cavaliere dell’epoca. In Prussia ed in Livonia le spedizioni si svolgevano di solito in inverno, quando ghiacciava; ma, in qualsiasi stagione e con qualsiasi tempo, il cavaliere era pronto alla guerra.

Gli uomini armati, al servizio del Cavaliere, erano spesso membri dell’Ordine di un livello inferiore, che servivano per un certo periodo di tempo o per tutta la vita, come ciascuno sceglieva. Serviano come scudieri o sergenti, responsabili rispettivamente per la prestazione del Cavaliere, accudendo anche il cavallo di ricambio e le nuove attrezzature ed anche per combattere al suo fianco contro il nemico.

Ricerca a cura di Alessandro Gomma


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