Verde da Salizzole

Tra i personaggi che si legano alla storia della Signoria Scaligera e al territorio veronese, vi è Verde da Salizzole. Essa fu la moglie di Alberto I della Scala, dal quale ebbe i figli Bartolomeo, Alboino, Cangrande e le figlie Costanza e Caterina.

Poco si sa della famiglia d’origine di Verde: gli storiografi e i genealogisti del XVI e del XVII secolo, la vorrebbero legata alla famiglia dei “conti” di Salizzole, ma tale titolo comitale non trova attestazioni nella documentazione dell’epoca. Deve perciò ritenersi un’attribuzione atta ad evidenziare la sua nobiltà di lignaggio quando in realtà, una politica matrimoniale mirante a realizzare matrimoni di alto livello si ebbe solo a partire dalla generazione successiva a quella di Alberto. Nella documentazione nota, essa non appare mai nella forma Viridis de Salezolis, o in altre simili: viene sempre citata come uxor domini Alberti de la Scala o semplicemente Viridis de la Scala.

La sua appartenenza al paese di Salizzole, sembra fondarsi su un’unica testimonianza, quella relativa all’esistenza della dimora di Verde nel paese stesso; la notizia appare in uno dei documenti pubblicati dal Biancolini relativi alla fondazione da parte di Verde dell’ospedale di San Daniele. Il documento è datato 26 maggio 1300, “in Salezolis in domo magnifice domine Viride”. Verde e Anselice (probabilmente la sorella), donavano all’ospedale di San Daniele Domus Dei di Verona (fondato dalla stessa Verde nel 1281) due appezzamenti di terra per l’erezione, in Bovolone, di un altro ospedale per poveri e pellegrini, dipendente da quello veronese. Il primo fondo, con terra casamentiva e prativa, era situato in Casale Bodoloni, il secondo, con terra arativa, era nella pertinentia di Salizzole in ora Tanaile. Esiste però anche la testimonianza di un’altra domus di Verde, contenuta in un documento del 1285 in Angiari, che potrebbe porre qualche dubbio in merito alla sua origine. Non è semplice ricostruire quindi le notizie relative alla madre di Cangrande, anche in virtù delle incertezze legate alla sua famiglia. Sino ad ora, la documentazione presente negli archivi evidenzia come Verde disponesse di un notevole patrimonio personale, soprattutto ad Angiari, paese al quale era molto legata; altri beni erano a Fracazzole, a Nogara, in Orti, forse in Giare. Essa fu figura chiave nella politica ecclesiastica del marito Alberto I: dal monastero di San Zeno aveva ottenuto nel 1287 l’investitura di beni in Ostiglia; il figlio naturale di Alberto – l’abate Giuseppe – le aveva dato il feudo di Villimpenta. Proficui furono pure i rapporti con l’episcopio: dal vescovo di Verona Pietro de Scala da Bergamo, ottenne parti delle decime di Nogara, Bonferraro e Fatolè, mentre dal vescovo Bonincontro ottenne un’opera d’arte. Prima di morire, il marito Alberto nel 1301 rimise a Verde, a titolo di legato testamentario, ogni diritto che egli avesse potuto vantare sul patrimonio personale della moglie e le assegnò oggetti di argenteria, due letti, tutti i suoi drapamenta e i gioielli. La nominò esecutrice testamentaria, insieme al vescovo di Verona Tebaldo e al figlio Bartolomeo della Scala.

Verde morì il 25 dicembre del 1305; in base alle donazioni da lei lasciate in favore della Domus Dei possiamo fare risalire la proprietà di possedimenti scaligeri a Salizzole a prima del 1300.

In seguito a studi condotti in questi ultimi decenni, è inoltre molto importante mettere in evidenza come il castello di Salizzole, da molti considerato la residenza di Verde, sia risultato essere l’evoluzione di fasi edificatorie diverse che coinvolsero altre famiglie eminenti del panorama storico politico veronese del XIII e XIV secolo.

Ricerca a cura della Dott.ssa Katia Galvetto


Fonti
  • Giovanni Bonetto, “Vecchi e nuovi documenti sulla Villa di Salizzole nel Medioevo – L’età Scaligera (1277-1387): Verde della Scala, note sulla famiglia dei Salizzoli”, in “Salizzole – Storia, cultura e morfologia del territorio”, a cura di Remo Scola Gagliardi, Comune di Salizzole, 1998
  • Hans Spangenberg, “Cangrande I della Scala”, opera tradotta e curata da Maurizio Brunelli e Alessandro Volpi, Verona, 1992
  • G. Sancassani, Notizie genealogiche degli Scaligeri di Verona: da Alberto I ad Antonio della Scala (1277-1387), in Verona e il suo territorio, III/1, Verona 1975
  • G. Biancolini, Notizie Storiche delle chiese di Verona, I-VIII, Verona, 1749-1771
  • G. M. Varanini, Gli Scaligeri, il ceto dirigente veronese, l’elite internazionale, in Gli Scaligeri 1277-1387, a cura di G. M. Varanini, Verona 1998

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