Valeggio e i Templari: fondazione del monastero di Santa Maria

Fra la fine del primo millennio e l’inizio del successivo, il territorio veronese fu annesso alla corona imperiale germanica ed il Mincio divenne linea di confine fra i territori tedeschi e i vasti possedimenti della potente famiglia Canossa. In quel periodo sorse la Pieve di San Pietro in Valeggio e, nell’XI secolo, il monastero di Santa Maria, sulle rive del Mincio a Borghetto, che successivamente divenne una importante Precettoria dell’ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo o del Tempio (1145, è ricordato per la prima volta in una bolla pontificia il piccolo monastero di S. Maria, edificato sulla riva sinistra con funzioni anche di assistenza ai bisognosi di passaggio. Il monastero diventerà poi un’importante Precettoria dell’ordine dei Templari.).

Per più di un secolo, i Cavalieri Templari trasformarono il cenobio in un importante xenodochio, destinato ad accogliere i numerosi pellegrini che transitavano per il guado del Mincio, diretti verso i tre grandi centri della fede cristiana: Roma, Santiago de Copostela e Gerusalemme; fu per questo definito dallo storico Cesare Farinelli l’ostello dei Templari:

La fortuna di Borghetto, infatti, è quella di essere uno dei pochissimi guadi sul Mincio, un punto di passaggio praticamente obbligato, ancor più della vicina Peschiera, per chi transitava dalle terre venete verso sud o verso ovest, e viceversa, spiega lo storico valeggiano. Qui nel Medioevo arrivarono i Templari per costruirvi il primo ponte e offrire ospitalità ai tanti pellegrini che passavano diretti ai grandi santuari della cristianità, da Gerusalemme a Santiago de Compostela.

Dopo la soppressione dell’ordine Templare il monastero fu gestito dai Cavalieri di Malta e poi dai monaci dell’abbazia benedettina di San Zeno in Verona.

Fra il XIII e il XIV secolo, in epoca signorile, furono edificate le grandi fortificazioni che ancora dominano il paesaggio: il possente Castello Scaligero, la cinta turrita che circonda Borghetto, la linea fortificata del Serraglio ed il Ponte-Diga Visconteo che taglia in due la Valle del Mincio.

Attualmente sulle rovine della pieve romanica di Santa Maria, sorge la chiesa di San Marco Evangelista, ricostruita nel 1759.

A cura del Dott. Ivan Perusi


Fonti
  • “I Templari. La vera storia dei cavalieri del tempio ricostruita dai documenti originali” – Dailliez Laurent; 2002 – San Paolo Edizioni
  • “Guido da Verona romanziere. Il contesto politico-letterario, i temi, il destino” – Tiozzo Enrico; 2009 – Aracne Editore
  • “Quando in Italia c’erano i templari. Italia settentrionale” -Capone Ferrari Bianca; 1997 – Edizioni Federico Capone
  • “Fortezze di Dio. Castelli, monasteri, templi: quando le religioni si preparano alla guerra” – Harrison Peter; 2006 – Mondadori (collana Oscar storia)
  • “Templari in Italia. Un mistero tra santi guerrieri e demoni eretici” – Cennamo Mario; 2005 – Editore Frilli

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